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Favole Grottesche

Miliardi di moscerini...


Autore : MAXimilian CAPA
Domenica, 29 Gennaio 2017 - 17:30

 

(segue da KROP/ 6, qui sotto)

Il bel destino tragico di KROP Dentechiaro/ 7

[Quel che Krop Dentechiaro ignorava -e: per forza! trattandosi d'un segreto segretissimo...- era CHE il Vecchio Capo "faccia di ciabatta" KROP KROP KROP, per prudenza ed anche per diffidenza statale, gli aveva posto dietro, alle spalle, sopra, per spiarlo e controllarlo, due dei suoi abilissimi Agenti Speciali del Servizio Azioni Esterne. Perfidia indelicata e quasi ignobile ma comprensibile, ché il Capo non si fidava di nessuno, -come di solito fanno i capi...-, e neppure di sé stesso... I due 007,33 erano legati -e: perforza!- come culo e camicia al Capo, i suoi migliori sicofanti (ché Esso manteneva "sicuri" in gabbia i loro parenti, padri, figli, mogli, mariti a portata di coltellaccio ben puntuto, da sgozzare in caso di tradimento o di "lavoro malfatto" dei suoi due "cari collaboratori", alla Stalin...). Si trattava, specifichiamolo (pur se non vi servirà a niente...), di Aliot Beccofino, gazza nera a chiazze bianco-grige, sotto la peluria verdastra, in certe zone del suo corpicciattolo, (UN GAZZO, piuttosto, poiché era di sesso maschiotto)- e del corvo carbone di miniera Eleuteria ZampaCortaDelTaglio, UNA CORVA, piuttosto, poiché era femmina fin sulla punta delle grinfie. Due veri professionisti, che avevano frequentato le Scuole Alte del KGB e della CIA, uscendone laureati a pieni voti. I due seguivano accuratamente il Krop Dentechiaro nel suo avventuroso periplo ma volando altissimi -e tenendolo d'occhio col binocolo ad una canna curva svirgolata -oppure celati dietro gli angoli delle capanne palustri o delle isbe della brousse -discreti spioni- o nuotando come uomini rana tedeschi sott'acqua nel mar Medi-ter-raneo, durante la gravosa traversata Nord-Est-Nord. E poi inviavano un rapporto dettagliatissimo di dieci pagine quotidiane "sur papier bible" al Krop Krop Krop -che non sapeva leggere- nel lontano laggiù, nel culo d'Africa, tramite piccione viaggiatore.]

E, la nostra brava bestia, saliva, saliva, saliva con metodo selvatico, su, verso l'alto del mondo. Feroce, temuto, ma invasore prudente, educatissimo, con guanti da diplomatico, che voleva presentarsi da brava persona coltivata, quasi da intellettuale di sinistra: quando incontrava un indigeno gli dava del: "Buongiorno, Buon Sole Caldo, Rosso di Sera Buon Tempo si Spera,compagno-camerata!!!" in dialetto sloveno di Rutenia, con un saluto energico, sano, sincero, ben tornito e squillante e tendeva "la mano", la zampona, amichevole, anche se quello si metteva a scappare a quattro gambe. E scappavano pure anche quando erano in gruppo, i tenui residenti locali. ("Un coccodrillo! Un coccodrillo QUI! Scappato dallo ZOO di Lampedusa!!!"). MA, egli si spingeva sempre più a Nord, di più in più lieto ed ilare. Cercando, in più, di tener sotto controllo il suo giovanile entusiasmo. "Qui tutti parlano il toscano di Dante, non si capisce niente, ma OH! quanto è bello!" I paesaggi erano di bell'aspetto e le genti terrorizzate ma gentili e, talvolta, generose. Tremanti come vinchi al vento gli offrivano un bel bicchierone di rosso sorridendo glacialmente con sorriso largo fino alle orecchie, da un'orecchia all'altra. "Italiani Brava Gente!" come dicevano i russi nel 1942, secondo dicerie non verificate... "Insomma, son coccodrillo, ma non manigoldo."

Evitava -se poteva- le strade e le stradine campestri, piene delle stranissme macchinette automobili e di micidiali trattori alti come una casa, russi di Togliattigrad, e cosette ridicolissime a due ruote con ragazzine gioiose sopra che pedalavano come matte. Gli si vedeva le mutandine, eroticissime... Cercava d'essere discreto, andando dietro i cespugli e le siepi, guardingo passava da una boscaglia all'altra o scarpinava dentro canali e fossi. Avendo capito che la sua presenza poneva qualche problema psicologico agli abitanti locali, usava le salutari prudenze e tendeva la mano come facevano i barbari ostrogoti,: "Se mi tende la mano senza spada o coltellaccio, vuol dire che non è un villano stupratore germanico", che cosi' pensavano, o presumevano di pensare, gli indigeni italici. Ma le cose erano raramente facili. Ché gli unni e i tatari a cavallo non erano -sicuramente- coccodrilli... Ed i contatti -percio'- erano piuttosto rari e nella nebbia della diffidenza. "Qui son tutti matti, ma simpatici. Gli parlo latino Primo Impero Cesareo e loro mi rispondono in turco albanese della Decadenza Ottomana... Valli a capire questi..." Pur se, in realtà, egli non era riuscito ancora a parlar a nessuno, quasi, che appena lo vedevano tagliavano la corda attraverso boschi e campi restando poi "un poco tranquilli" ad osservarlo da lontano, nascosti dietro un tronco d'albero o protetti dalla minaccia nel folto di erbe alte e folli. Ed i campi d'erba medica da foraggio e prati di margherite e papaveri erano pieni di occhi che lo spiavano inquieti. "E' una specie in via d'estinzione! Una specie protetta! Non possiamo denunciarlo ai carabinieri, certo, ché siam cristiani... ma è meglio stargli alla larga. Hai visto le zampacce? E le zanne?!?! Curve, adunche, verso l'alto, da far paura perfino a Dracula il Vampiro! BRRRR...." Nelle osterie e nelle piazzette dei paesini si faceva un gran parlare a questo proposito. Discussioni scandalizzate a non finire. Talvolta finiva a botte. Poi, la riconciliazione, intorno ad un vassoio di pastasciutta. "Al diavolo questi esteri che passan di qui a far ricatti sentimentali!" E giù vino...

[Nei paesi della Lomellina trovo', pertanto, genti più solide, indurite dalla guerra partigiana, dalle legnate fasciste, dai miliardi di zanzare in sciami nuvoleschi radenti sopra le risaie e le strade, dai milioni di rane e rospi dentro le fossaline, i canaletti, le via d'acqua putrida che inquadravano le monocoltivazioni vietnamite. In media, sapendo in anticipo che "il barbaro del sud" stava arrivando, il parroco in testa, i locali si mettevano in marcia, si faceva una processione come per la Madonna Pellegrina e, quando il temuto giungeva a portata di voce, gli si offriva un cestello di salami all'aglio e una damigianotta di barbera, sperando che passasse oltre, senza troppi danni. Krop Dentechiaro attraverso' pure villaggi ben accoglienti, colla fanfara comunale in testa, con a fianco il sindaco, fascia tricolore cinta al ventre, che faceva un discorso leggendolo da un manoscritto del XIV secolo (ristampato poi da Gutemberg nel 1465), sudante per l'emozione, con le masse popolari festanti lungo la via principale, e gli scolari che sventolavano bandierine.]

Gli ecologisti di pura etnia locale, messi in allerta dai Bambini di Dio, studiavano da lontano con binocoli quadrangolari misti la "rara avis" piombata dal cielo, notando sopratutto il minuscolo albero bonzai ch'egli portava sulla zampaccia sua. Infisso e che sembrava un figlioletto del "mostro". "Uno che tiene una pianta ficcata a radice nel corpo suo non puo' essere fondamentalmente cattivo e/o costituire una minaccia per l'ambiente..." "E' un verde, è UN VERDE!!!" esclamavano gli ecologisti contenti come pasque ed inviarono una gazza ladra nera a chiazze grige per parlamentare amabilmente e fraternamente col Krop Dentechiaro, sopratutto per sapere di cosa egli avesse necessità. Perché il colpevoli hanno sempre bisogno di dare, tranne i juifs.

La gazza ladra nera torno' indietro dal contatto diplomatico bianca come un cencio finnico. "Vuole dei bambini da MANGIARE...è tutto quel che vi e/o ci, cioé, al limite, domanda..." E gli ecologi ecologisti "Verde che più bianco non si puo'", "Sole che Ride", "Arcobaleno leninostalinofascista", "Iride di Goebbels", "Lost Eden di Geova", "New Robinson Now", i poveri cristi preferirono inviarsi postalmente altrove, dove attendere l'evoluzione degli avvenimenti, per farne una corretta analisi politica e maturare una sana azione di protesta, se necessario... Pacifico e ridendo a crepapelle, il Giovane coccodrillo saliva, saliva verso il Nord. Per arrivare alla VinLand di Erik il Rosso, come gli avevano consigliato persone di senno e buon avviso... Sopratutto una vecchietta un po' folle e filosofa campestre, con cui ebbe un bizzarro congresso carnale semierotico nei dintorni di Ovada. Nella VinLand vi sarebbero stati anche bambini biondi come il grano in agosto e dalla pelle roseo-latte succulenta. "Vai laggiù ô giovine Krop, e farai dei bei soldini contrabbandando vino da Key West a Cuba, come l'Hemingway. Bisogna darti da fare lontano, alla tua età imberbe, pur se hai sessanta anni. Corri dietro il tuo sogno." Un sogno utopico...

Succedeva -non sempre ma talvolta- che quando entrava in una osteria campestre, per chiedere un quarto di vino, l'inserviente gli lasciasse bere solo soletto l'intera bottiglia, scappando a rinchiudersi nel retro bottega. Era davvero il Paese di Cuccagna, con purtroppo rari bambini belli freschi da mangiare, e pure frutto proibito, ma non si lamentava, per il momento, e non aveva ancora speso neppure un centesimo dei suoi 36 zorros/euros, tutto gli era manna caduta dal cielo, offerta a mani tese, con occhi carichi di spavento ed altruismo forse sincero, ed aveva per la prima volta in vita sua gustato 82 quintali di rane non spellate, offerte dalla signora sindaco di Candia Lomellina, con tre quintali di riso locale bollito senza sale. E s'era trascinato dietro, per ringraziamento, 33 miliardi di zanzare da risiera, stupefatte dalla resistenza oltraggiosa delle sue placche epidermiche, ma attirate dal fetore che il suo vasto stomaco in perenne digestione esalava fuor dalle narici, la gola, il culo e le orecchie. Odore serpentino-rettiliano che adorano le mosche, i moscerini, e gli "scrittori" di romanzi, di carne tritata andata a male.

Era costretto spesso a viaggiare solo di notte, poiché la nube nera di insetti, che gli stava sopra il gobbo, poteva attiragli imprecisate attenzioni e qualche inconveniente. Il DDT -pur se ufficialmente proibito- restava in conserva dentro cantine senza chiaro di luce e un poco umide. Poi le zanzare morirono di freddo, in un'alba senza sole, confuse dalla nebbia, maledendo in silenzio dei e diavolacci, come succede spesso da quelle parti.

[Sotto Pavia, nel mitico oltrepo pavese caro ai lanzichenecchi svizzeri, persosi fra vigne e filari di granoturco in fiore, incontro' un poetastro campestre d'alta taglia, lunghissimo, tipo bizzarro e legnoso, il quale non temeva minimamente i coccodrilli, che lo cercava ed attendeva da giorni, "sapendo che sarebbe arrivato a lui!", abbigliato l'uomo in vesti inquietanti, camicia nera, cravattone- papillon nero pipistrello, calze e scarpe nere, crine nero, mutande nere. Parlarono del più e del meno durante ore, senza che l'uno comprendesse quel che diceva l'altro, e pure l'inverso, ma si capirono benissimo, che tanti sono i misteri dell'anima umana. "Ti sconsiglio fraternamente, compagno Krop, di puntare verso la VinLand come intendi fare. I drakkars Vichinghi non vanno più da quelle parti, in Islanda, ma partono ad est, sul Nord Siberia: il vero vino Tokay e Brabola lo trovi semmai in California, cioé DALL'ALTRA PARTE: dovresti compiere UN ALTRO e ben LARGO GIRO. Ne vale la pena? VAI a Milano, ti dico io, la città degli affari, vino e soldini in quantità!" Infine, il poeta gli diede da mangiare la moglie, con la quale aveva degli acidi contrasti, mentre lui consumava allegro -per una volta- code e zampe di rospo croato. E poi, subito dopo, poco dopo il Nostro Krop riprese il bastone del pellegrino...]

E: cammina, cammina e cammina... Pervenuto quasi a Milano, sui bordi, si sistemo' durante qualche giorno a Quarto Oggiaro, quartierone periferico nord-occidentale della città, con diligenza, per studiare il da farsi e riflettere sugli usi locali ed informarsi per il modo di far soldi. E cercar bambini da mettersi sotto i denti. Pertanto: rimase ben presto deluso, in tutto. Quasi...

[Ma intanto, nel frattempo, con continuità alternante strappata alla teoria della relatività, "tapis dans l'ombre", silenti ma con sguardo acuto, Aliot Beccofino, gazzo nero a chiazze bianco-grigio, e la corva carbone di miniera Eleuteria ZampaCortaDelTaglio lo tenevano d'occhio. Sempre presenti, pur se mai visti.]

(segue in KROP/ 8, qui sopra)


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