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Favole Grottesche

Oltre LAMPEDUSA...


Autore : MAXimilian CAPA
Sabato, 21 Gennaio 2017 - 23:37

 

(segue da KROP 5, qui sotto)

Il bel destino tragico di KROP Dentechiaro 6

E dunque ed allora... Si ritorni un momento sul daccapo, flashback brevi o larghi, insinuazioni narrative, che la storia dei Krop è fatta di corse a quattro zampone in avanti e di indietro, di retromarce fulminee, di calunnie comaresche, di tante cose scarsamente databili e di politiche avventuriste o esageratamente prudenti. Come di solito va nelle razze superiori... Ed in ogni Nazione-Stato del mondo conosciuto, pur se in modi magari diversi, secondo le leggi -in genere tante e tristi, ma indispensabili-, seguendo gli usi e i costumi, stando il clima sociale che fa pressione talvolta intorno ai 333 milibar.

Il Vecchio Capo e gli altri notabili avevano trovato -discutendo amabilmente o con ferocia, secondo il momento- e concluso -la sera precedente del giorno prima, riuniti fino a tarda notte, fin quasi all'alba, costretti a prendere delle decisioni chiare e societarie dalle terribili coccodrillesse Mamme Di Famiglia di almeno 126 anni, che bastonavano colla coda violenta chiunque sgarrasse-, essi avevano concluso, a fine notte, come il Giovane Krop Dentechiaro fosse la persona più istruita del villaggio-Nazione dei Krop, in quanto aveva letto ben due libri (e mezzo) interi e sapeva parlarne, e una volta aveva osato perfino giungere fino alla Lontana Città sul Mare, senza rimetterci la pelle o farsi accoppare, e vi aveva mangiato del Grosso Pesce -La Balena- e bevuto pure del Vino e visto Il Mondo Lontano degli Estranei, E scoperto - come Cristobal Colon e Marco Polo il Viniziano- che il mare oceano Atlantico era ben più grande del Grande Fiume dei Krop: inaudito!: non si vedeva l'Altra Riva!. Sconvolgente. Ed il Dentechiaro, di fronte a tutte queste cose incredibili e terribilissime era rimasto sereno, coraggioso, placido, ilare -in certi momenti- cercando di cogliere i segreti del mondo, curioso come una talpa afghana, ed un giorno "che bisognerà farne la data della Festa Nazionale Krop!" egli aveva perfino scolato 333 litri di vino rosso Merlot Californiano, in un giro di vite, "in un lampo", fra le grida e lo schiamazzo dei marinai portuali, che ne avevano viste ben altre!

[IL VINO era il mitico liquido rosso, spesso ma non sempre, caldo come L'Occhio Sacro del Cielo, che le antichissime superstizioni orali dei Krop indicavano DA ETERNITA' come se fosse il miglior accompagnamento -di contorno e digestivo- al mangiare un bambino. Come il sigaro Avana ed il Rum rurale dopo il lauto pasto nella lontana cittadella di Eldorado di Vigna del Mar come è riferito dal paziente e masochista Cabezza de Vaca.

Ma, si trattava di leggende. Ché quasi nessuno dei Krop aveva veramente mai bevuto vino e fumato un Avana. Questi desideri deliranti restavano utopie in maschera nei discorsi spenti dei cocccodrilloni frustati nelle belle sere estive in cui il sole morente spande il sangue di gustosi bambini sulla nuvolaglia sparsa e tragica verso il Chilimangiaro. Ma il Giovane Krop Dentechiaro aveva, LUI, bevuto del vino e fumato dei quasi Avana, dei cigarillos, diventando cosi' un piccolo principe nei discorsi delle donne che lavano i panni sporchi di casa sul bordo del fiume.]

E dunque avevano deciso di mandarlo lontano, nel fantomatico Nord dove si faceva il Vino, a prendere contatti commerciali e politici coi Potenti di Lassù, a fare il Marco Polo, a guadagnare soldi, svanziche, palanche e magari un televisore e qualche telefonino, e procurare calze di lana tirolesi per le vecchie coccodrilesse e slips di seta per le coccodrilline, per spedirli al villaggio-metropoli Krop in forte quantità tramite piccione viaggiatore o gazza nera in truppa paracadutista volante. "Un lavorone, ma il Nostro saprà farcela. Ne ha tutte le qualità."

Krop Dentechiaro penso' -ma precipitevolissimevolmente- in segreto, durante un poco, che il Capo volesse cosi' sbarazzarsi d'un possibile concorrente politico, [ché fra 15 lune le anziane cocco ed i VECCHI ancora abili cocco Krop avrebbero FORSE pensato -come per legge ed usi e costumi e costituzione non scritta- di doversi riunire vocianti per tirar fuori dalla massa anonima ed ignorante un nuovo dirigente Capo, parassita e fannullone ma indispensabile per l'ordine pubblico, magari scelto fra i più giovani e dotati, che adesso -nei tempi moderni del giorno d'oggi- questi diventano saggi e volpini più presto negli anni. E, dunque, Krop Dentechiaro... Dunque... MA, in assenza di vera concorrenza, il Vecchio Trippaccia rimbambito Krop Krop Krop sarebbe rimasto confermato al suo posto di Capo. Era Capo già da 33 anni...], covando questo sospetto infondato ma sicuramente e pure certo di trovarsi nel vero, il Giovane ridacchio' pensando al suo totale disinteresse per le cose politiche, e voleva tirare ancora la sua risposta in lungo, per puro piacere giovanile, per rompere il cazzo, ma assenti', infine, fingendo d'essere tirato per la manica, con qualche entusiasmo inseminato da qualche dubbio ed ombreggiato da qualcheduni sentimentalismi deteriori, -in quanto viaggiare era sempre stato il suo più caro desiderio-: ma, il lasciare le sue donne e la sua cara mamma che gli faceva dei minestroni fagioli rossi e pipistrelli che non ti dico! Questo lo inquietava. E pure l'altrove, che era laggiù pieno di paure e terrori e noie certe. Un misterioso mostro dalle fauci d'acciaio. Non che mancasse di coraggio, ma...

Poiché, di fronte alla prospettiva d'un Viaggio -cha magari si vuol Lungo- un uomo sincero, pur se giovane, si sente sui bordi d'una abisso e pieno di caleidoscopiche sfaccettature , inquietante, e vuol andarci, ed é assorbito nel maelström che l'attira ineluttabilmente, ma tira fuori resistenze fittizie, peli d'angustia dalla sua anima ombrosa, prudenze, sfiducia, timori e terrori senza volto. Poiché un Viaggio ha sempre la bellezza dell'Inferno. Ed il Nord misterioso pareva essere un Posto dei Posti, come ne parlavano quelli che avevano inteso dire da altri che ne avevano discusso con certi i quali riportavano delle voci che avevano attraversato la brousse e la foresta venendo da viaggiatori senza cavallo che disponevano d'informazioni sicure e certissime arrivate via treno trasmesse da un posto di frontiera dove si aveva un televisore con antenna parabolica e dunque di fedele verità... Poiché solo la telé -come si sa- è THE VOX OF VERITAS DEI.

Detto fatto, il villaggio-Nazione intero, festante, gli forni' una bisaccia con cibo per sei giorni, un cappellaccio contro il sole del deserto e un bambino ben grassottello in pasto d'addio o d'arrivederci. Il Capo tiro' fuori dalla sua cassaforte di Pietra Dura 36 zorros (euros) e 95 cents trovati su dei turisti maltesi persisi di strada, che erano stati mangiati, e glieli diede, per coprire le spese di strada di Viaggio inevitabili, ed il munizionamento di bocca (pancia). Che Lassù al Nord Tutto si Paga. Il nostro Romeo zannuto aveva pure trascorso un'ultima notte al sole violento pre-equatoriale, protetto dal fresco degli alberoni giganti paterni e materni, colla sua Dulcinea Giulietta, la placida coccodrillessa Krop Acqua di Schiuma, dai grandi occhioni manga e dalle abili labbra, consumando vari coiti intrisi di tristezza. Ed ella gli aveva chiesto ferocemente e testarda di non scordarla, di mandarle qualche cartolina illustrata da Venezia o Parigi, con vista sul mare, di pensare a LEI quando avrebbe posseduto qualche bella italiana mora dal viso volgare e violento (puttane senza stile e buon gusto). Ché l'Amor non vuol dire Gelosia...

E Krop Dentechiaro parti', contento d'essere colui che avrebbe portato sollievo ai problemi finanziari, politici e di MONDIALISATION di TUTTO il villaggio-metropoli Krop (il quale, non scordiamolo, ha un'area urbana il doppio di quella di Berlino, cha già ha un'area urbana dieci volte più grande di quella di Parigi, e che "il villaggio" contiene 3.333 Krop di RAZZA PURA più i morenti e neonati ed i meticci, 33.333 servi schiavi lavoratori agricoli etc. d'altra razza, 333.333 bestie ed animali d'ogni sorta buoni da mangiare, 3.333.333 zanzare, mosche, tafani, farfalle, ed insetti deteriori di stirpe varia...).

Attraverso', il nostro ragazzone, lande sterminate, indifferente ai grandi calori, su corriere ferrovecchio dove trovava sempre un comodo posto data la sua fama e nonostante la massa acerba di pretendenti viaggiatori: almeno due sedili restavano vuoti intorno a lui...

Giunto senza guasti e disastri ed ammazzamenti degni di nota in riva al Mediterraneo, in cui s'era tosto inoltrato a nuoto facilmente, si spinse sempre zigzagando quasi dritto a Nord, evito' con cura e fiuto politico -dopo essere stato messo in guardia da amici tuaregh- l'infame Lampedusa, isola infestata dai Musulmania afro-asiatici e dominata dalle crocerossine svizzere della Marina Militare Italiana, nuotava a quattro zampe più il becco che andava in sù in giù, usava la coda come timone ed elica posteriore, andava al meglio basandosi sulla Stella Vinacciola e la sua comare Grappinazza , la notte, e durante il giorno curiosando sui Pini delle spiagge e sui pesci morti galleggianti i quali, come si sa, portano il muschio dalla parte artica, quella opposta all'equatore. Come gli aveva insegnato lo zio Krop ZannaViola durante la sua infanzia.

Girando, comunque, di lungo in largo, poichè nel mare mancano i precisi punti di riferimento prossimi vicini, mantenne pervicace la rotta, nutrendosi di pesci vari che ingoiava senza problemi, sirene di Ulisse, tonni giganteschi che gli facevano quasi paura, manco' di poco la Sicilia ma imbecco' netto lo Stretto di Messina e -dopo qualche settimana dalla partenza- poso' tranquillamente le sue zampe vicino a Genova, inosservato e misterioso, sentendosi quale Annibale l'Africano. Il Libico di Algeri...

Era di notte, sull'alba prossima, tutti dormivano ancora, ma dei galli cantavano già, lontani, misteriosi. Dopo gli scogli aveva trovato la spiaggia e dopo la spiaggia vide altri scogli che salivano in alto dove intravedeva le prime case d'un paese, si rotolo' godutamente sulla sabbia ancora tiepida del giorno prima, a pancia in aria, né stanco né avendo sonno, fece un po' di ginnastica mattutina roteando le zampacce e sbattendosi la coda sui coglioni quasi a farsi male. Era contento. Guardava il baobab bonzai che vegetava tranquillo sulla sua coscia. "Questa è vita!" Poco prima aveva mangiato un piccolo delfino che lo importunava. Lo sentiva adesso che gli riempiva lo stomaco. Li' di fianco qualcuno aveva scordato un fiasco di vino. E un saccoccio di carta con panini di salame e sottaceti. Li gusto' per dessert. Il vino era scarso ma buono. Dei marinai poco lontano sul mare gridavano fra loro cose incomprensibili, si trovavano su due barche pescherecci, con delle minuscole vele ridicole. "Eh, Giobatta, ho visto un coccodrillo che andava verso riva, due ore fa..." "Che vino hai bevuto prima di prendere il largo?" "Bisogna avvertire i carabinieri." "Un coccodrillo? Qui? Ma che sogni fai?" Il Dentechiaro non capiva, ché quelli parlavano il genovese stretto, "belin, belinon, etc", poco gli importava, si gratto' il pancione dove il delfinetto si digeriva, era contento, "Questa è vita!" Anche il delfino dentro lo stomaco era contento, che non capita tutti i giorni d'essere divorato da un Krop Dentechiaro, quello delle favole grottesche.

Il cielo era "pieno" di uccelli bianchi che volavano e stridevano lugubramente, come pazzi, ma sembravano contenti. Si trattava solo di 33 gabbiani mattutini. Un banco di pesci volanti rosa era stato segnalato nei paraggi dai telescopi satellitari russi. I gabbiani avevano una famiglia da mantenere e s'erano messi presto al lavoro. Niente di strano.

Krop Dentechiaro si sentiva contento. "Questa è vita!" cantellero': poi, nonostante tutto, schiaccio' un pisolino, per aiutarsi la digestione. Trentatre' minuti dopo -cronometro in mano- si mise ad andare ancora più a Nord, il suo fiuto lo portava verso la Svizzera. Un sentore di cacao caldo e di cioccolato al latte di vacca delle Alpi attraversava i picchi delle montagnette liguri. Krop tendeva il becco in alto, spalancava le sua grosse narici, annusava. Era contento. Si spinse sempre più a Nord. "Questa è vita!" si disse.

(segue in KROP 7, qui sopra)


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