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Favole Grottesche

Verso la SIBERIA...


Autore : max capa
Domenica, 18 Dicembre 2016 - 13:56

 

L'orco Geraldo degli Orchi "teneva famiglia"...9 und THE END....

Il giorno dopo (POCO DOPO: come si legge sui fumetti italici, vecchio stile: Tex Willer, Rock Macigno (SIC!), L'INTREPIDO, L'AVVENTUROSO, Diabolik (SIC!), SATANIK, POPPEA ME LO POMPA, LINUS (SIC!), Bolero Film, Grand Hotel (SIC!), L'ESPRESSO y PANORAMA, Il CORRIERE DEI PICCOLI, ETC. ETC. dei DioBonCosaMiDiciMai...), mentre l'orco, in tuta da garagista e le zampe zeppe di chiavi e cacciaviti fra le grinfie, revisionava il "trauli", nella sua scarsa ma sofisticatissima meccanica non elettronica, per rimetterlo perfettamente in sesto, che forse ne aveva bisogno, e mentre tutti s'infervoravano a preparare i preparativi preparatori che preparavano la partenza, scoppiarono dei moti popolari in piazza, con lanci di bottiglie, bottiglioni e damigianette e fiaschi (in parte vuoti ma alcuni pieni di gas e chiodi micidiali o benzina), botte e calci, testate, ceffoni, ginocchiate in culo, scazzottate, grida & urla, e qualche ferito non mortalmente ma assai malridotto.

Era l'ora tragica... II sole era ancora alto nel cielo. L'occhio caldo del cielo, nel cielo. L'aria era tiepida ma non troppo, dato il caldo momento. Era un pomeriggio di Campionato di Calcio. La mitica partita AC Milan-Fiorentina aveva suscitato mille polemiche e tanti guasti ideologici. Il Milan, disfatto per 1 a 0 "e palla al centro", aveva interposto furiosamente esposto denuncia e vaste proteste regolamentari -su carta bollata!- versus l'arbitro, ch'era scappato in Svizzera... "E non finisce qui!" COME SEMPRE! (La Federazione Mondiale Calcio & Calcetto -stando alle nostre ULTIME informazioni...- "starebbe" sul punto di decidere: LA RIPETIZIONE DELLA PARTITA: MILAN/FIORENTINA è una storiella INTERMINABILE... come lo avrete già capito, forse...) Gli indigeni locali di Gxxxxxxx al Lago erano chi per la Fiorentina, patria di Dante, chi per il Milan, squadra del Tipo, ASSFACE. E fu presto guerra civile.... QUASI... in TUTTO il Bel Paese... (Come nel luglio 1960...)... Robetta paesana, fra cugini ed amici, ma quantunque...

L'orco Geraldo che, come il suo « amico » Putin veterozarista amico del Tipo (ASSFACE) « adorato » da tanti DioBoiaCosaMiDiciMai, oltre che dai DioBonCosaMiDiciMai di Sinistra o Qualunquisti e dai DioCanCosaMiDiciMai, era piuttosto per il Milan AC, si fece d'un diplomatico finto adamantino, ambiguo come si deve, ma ferrigneo e lapidario. Voleva, intanto, proteggere il suo « trauli » dagli scalmannati e dai numerosi proiettili che piovevano come banane marce il Venerdi' Santo. E gridolava cautamente: "Ma cosa sono tutti questi geroglifici? Parliamoci! Spiegamoci! Ed in culo tutto il resto! " Ma poi, il maresciallo Da Biani -deciso all'intervento violento per la quietudine- fece manganellare abbondantemente i contendenti, facendo lanciare - "sparare"- bombette lacrimogene a tout aller, ed ognuno -dunque- riporto' il suo corpazzo a casa, stancamente, per curarsi gli ammacchi e le feritine, e mangiare almeno tre limoni siculi contro il gas finito nei polmoni e in qualche recondito misterioso dello stomaco, nonché NEL fegato. MA POI, la notte, occorse pure un fatterello che convinse – in deduzione- l'orco: "oh, QUANTO!" bisognasse partire subito, « tagliar la corda », « PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI! » "LESTOS, LESTOS LOS amigos del Nada, COMPAGNEROS: adelante! Coraggio: SCAPPIAMO!"

Verso le quattro del mattino, ch'era già di lunedi' -se non erro-, il Riccio Baldavino -tipo bizzarro ben noto, ma considerato mica male perché riusciva a consegnare a domicilio le Pizza Margherita ben calde fino alle due dopo mezzanotte, quando non pioveva troppo - penetro' dentro la yurta degli orchi sul « trauli », dove tutti dormivano a fondo, a pugni chiusi ed in pieni sogni, nel sonno dei giusti, e penetro' pure sotto le lenzuola, ponendosi al caldo sui piedini di Gerolomina e Fiorelladiprato. E penetro' cosi' nell'immaginifico sognante, onirico ed indicibile delle due sgarzuole, le quali si risvegliarono allora, aprendo occhioni grossi cosi' nel buio misterioso della notte. CLAC! BOING! SPLUT! « Ma che succede qui, dunque? » esse strillarono, tratte dai sogni come sacchi secchi. E si misero ad urlacchiare come si deve, visto che avevano la pianta dei piedi tutta pungiglionata come si deve ed anche più, con gocce di sangue puro di fanciulla sparse, e qualche dolorino acuto. "AHI-AHI!MIAU-MIAU!SOB!GULP!"

ALLORA l'orco, pure lui, sorse dal divo sonno, senza aver bisogno di trombe celesti o arcangeliche, e si mise a gridacchiare grottescamente, con voce grossa e bovina: « MA COSA sono tutti questi geroglifici?! » Accesasi la luce -una lampada a pila forte, ma zingaresca-, il Riccio Baldavino, rosso di scorno e gocciolante di sangue altrui (vampirescamente?), ebbe a scusarsi e tento' spiegazioni varie ed infondate, nella fretta dialettica. E/O, cioé, metti che, AL LIMITE. Etc. SECONDO LUI, s'era sbagliato di porta e di letto -ed è vero che abitava in uno sgabuzzino di fogna a venti metri da li', dietro l'angolo d'una viuzza malfamata (la cale Gariboldi, posto da puttanelle e drogati provincialotti)- e che i suoi occhi non essendo più quelli d'una volta, ogni errore gli era possibile, e che poteva prendere cavoli per sedani e piselli per angurie cosi' come per ridere. E sia... MA l'orco Geraldo restava sospettoso e non lo prese a calci solo perché, in quanto -a piedi nudi- prendere a calci un riccio NESSUNO se lo puo' permettere, neppure Alberto Moravia, il baldo romanziere.... Il Baldavino riccio sguscio' via, allora, fra ancora troppe scuse, leccata di piedi e inclini più che numerosi, lasciando per la fretta dell'ire-andare dietro sé otto Pizza Margherita intonse e quasi illeggibili. Che rimasero immangiate... E non lette, con occhiali o meno.

UN FATTERELLO, è certo. Un breve episodio in questa odissea orchesca. Ma inquietante. CERTO, era chiaro che bisognava partire! Anzi: CHIARISSIMO! VIA DA QUESTA ITALIA PERNICIOSA.

[Alcuni mesi dopo, uno dei reporters detective d'indagine del settimanale femminile-donnesco « L'ESPRESSO » -faro dell'Intelligenza di Sinistra-, dopo una lunga inchiesta « nella notte buia e tempestosa », fu « in grado di rivelare » -come ogni buon giornalista banal-italide- che: la Libia di Ghaddaffi era implicata e pure il Cile del Pinochet e la solita, inevitabile, CIA... Un complotto, tenebroso e tortuoso. Il Riccio Baldavino -colla sua faccia da limone mal-lavato- non sarebbe stato altro che un agente del dittatore argentino Peron e dell'Evita, i quali -AHI!AHI!- desideravano in urgenza di impossessarsi dei pozzi di petrolio siberiani di Finimondo-di-Sotto, certo, con una manovra lunga, insidiosa, larga e cervellottica. La prima fase consisteva -avrebbe consistito...- nel dimostrare che l'orco non solo dormiva colle sue bambine e la mogliera, ma pure CI ANDAVA A LETTO (colle bambinette fanciulline carne di carne sua!!!!!!!!!!): INCESTO!!!! Prova inconfutabile delle sue relazioni albanesi-macedoni-siriache e/o mediorientali, con legami sloveni inconfessabili, e prolungamenti fin nella lontana Malesia Occidentale! Etc, ETC, ETC, da non finirla più... MA, il risveglio brusco del Geraldo aveva mandato tutta l'operazione insalubre a monte. Del resto, i presidenti parigini De Gaulle e Mitt'rrand smentirono subito, senza mezzi termini... No! Il missile lanciato per abbattere l'aereo del Gaddaffi che -per sbaglio- disintegro' un volatile italico facendo 99 morti non era nostro! Cercate, piuttosto a Finimondo-di -Sotto dove c'è un tipaccio, etc.... » Da parte sua l'irlandese-americano Baraka O'Babarama non ha fatto che ripetere le medesime cose. "Tutta colpa dell'orco, noi abbiamo LE MANI PULITE!. Etc. Ma cosa pensate MAI?!etc.etc."]

Ed, infine. Partirono. Essi, loro. MA, sulla periferia (inesistente) di Gxxxxxxx al Lago, ancora un drammone: Mentre il "trauli" , scivolando sull'asfalto e sui sampietrini, spinto dai venticelli semiprimaverili, iniziava il vasto rito ulissiano del RITORNO, un gatto nero e minaccioso, l'infelice, gli taglio' la strada. L'orco Geraldo -appena in tempo!- freno' come un pazzo. Non ci furono morti né feriti, ma il corvo Ulcerinus, che guardava da lontano la tragica scena, ebbe modo -ancora una volta- di poter gracchiare sarcastico: "Eh, lo sapevo, che tutto questo sarebbe finito male, malaccio e pure MALISSIMO..." E ricominciarono a partire. Loro. Salutati a lungo dal giovanotto sedotto ed abbandonato, ma contento, che li salutava sventolando un fazzoletto rosso sangue, bevendo una biretta quasi fresca in loro salute, "scacciati" con onta e sollievo dai DioBonCosaMiDiciMai, essi ripresero gioiosi, controvento, cantando canzonacce di briganti e pirati, il lungo cammino di ritorno al faro, dove -ancora adesso-: vissero tutti felici e contenti.

[Lungo il lungo e largo periplo, migliaia di verste, le folle in delirio sui bordi delle strade e dei sentieri campestri avevano salutato gli eroi DI RITORNO, rendendo onore al rosso Ferrari che illustrava il "trauli" da cima a fondo ma pure alla BANDIERA ROSSA che poteva sembrare a sguardi disattenti l'immensa vela. E tutti gridavano a squarciarsi la gola: "Forza Ferrari!!! I COMUNISTI SON TORNATI!!! tremate tremate: le streghe son TORNATE! W Marx W Lenin W Mao W Stalin!!!" L'Orco Geraldo aveva raccolto, perfino, qualche milione di rubli, offerti lungo il viaggio dalle masse popolari gioiose.]

(MA, intanto, i Dio-Bon-Cosa-Mi-Dici-Mai non sussurravano più che l'Orco mangia i bambini ed appesero lo spaventapasseri di Goebbels alla vecchia quercia dei Fucilati e lo bruciarono, MA conservarono ad vitam aeternam l'uso incantatorio del televisore, gridando nelle serate avvinazzate :"MAI PIU SENZA TELEFONINO!", vomitando per ore ed ore dentro l'infernale mini marchingegno ogni sorta di comarate, piscia dello spaventapasseri di Goebbels, perché è sempre meglio non chiedere troppo alle genti ed a sé stessi, sopratutto nelle serate d'inverno senza minestra calda)

(Quelli che trassero il miglior profitto dal viaggio inconsiderato e quasi inutile del nostro bravo orco Geraldo, furono i fabbricanti di formaggi. Il Nestlé, cioccolatotario, dei Formaggini Meo, merendine&affini vinse il TOUR de FRANCE europeo col suo slogan: "Gli ORCHI non mangiano più i bambini, MA: COME i vostri fanciullini essi divorano il FORMAGGINO MEO ORCUS, sacrosanta merendina che li fa grandi & grossi come l'Orco Geraldo degli ORCHI!" etc., come avrete il piacere di "vedere" nei e sui vostri giornali, televisorini, telefonini, scatole di sardine in scatola, peperoni sfilacchiati & sfilacciati ed altre robe moderne, di QUESTI giorni NOSTRI che non son malaccio, se solo non li si guarda male...).


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