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Favole Grottesche

CINQUANTA bei bigliettoni da 10.000 EUROs...


Autore : max capa
Martedì, 22 Novembre 2016 - 20:28

 

(18:22 14/05/2011----18:52 22/11/2016)

¤¤¤ 3 ¤¤¤ Quella di Gervaso una favola per i ricchi, con la morale per i poveri...

C'ERA UNA VOLTA un insetto crostaceo dalla groppa d'armadillo e ben insalubre CHE SI chiamava GERVASO, era un "CLOPORTE" e, magari, un ONISCO. Della vasta, ma non troppo, genia dei crostacei terrestri e lagunari /Linea Rossa. Quelli che puzzano solo all'alba, ma mai vicino a mezzogiorno. Pur con un nome tanto modesto, aveva essoluiegli trovato il metodo per fabbricare dei "FALSI" biglietti da 10.000 EUROs, Ma proprio VERI. Una ricchezza che uno, d'ordinario, neppure se la sogna a meno che non prenda sostanze speciali proibite per legge. Il Gervaso aveva realizzato il suo sogno con pervicacia e spirito incallito, pratico: pur mirando un'utopia...E c'era riuscito. Cosi' da poter andare a vivere felice sulla famosa ISOLA nel SOLE, piena di ragazzine in fiore, dai piccoli seni dolci come il latte al miele. E dal sesso odoroso e intenso come le viole primaverili. E dalle labbra simpatiche e sempre ridenti. E dal bel culo stretto e tondo. E piene d'altre straordinarie robette.

Aveva scoperto Il Metodo leggendo libri alchemici del periodo cosi' detto medievale. In quei tempi lontani c'era una gran quantit di pazzi in giro o nascosti nei loro covi, i quali leggevano o scrivevano libroni con belle calligrafie e disegnini, e piani e mappe, e progetti quasi sempre insulsi, ma talvolta geniali. Perch solo i matti hanno delle illuminazioni. Gervaso Le Cloporte aveva scoperto l'immensa biblioteca di dodici libri di dodici volumi con dodici appendici e dodici addenda&errata e perfino dodici tomi di ripensamenti¬e supplementari con dodici codicilli di oppositori feroci e dodici papiri di critica non esaustiva ed anche i risultati testuali d'un Concilio di Visegate in Bagno in dodici dossiers rilegati di dodicimila fogliettoni di cartapecora relatando l'opposizione dei dodici apostoli blasfemi contro l'ipotesi di un biglietto da 12.000 euros, egli aveva scoperto questo: dopo la morte di uno zio di lontana nascita ch'era deceduto a seguito d'uno scontro non troppo simpatico con una camion a quattro assi portante dodici tonnellate di marmo di Carrara di contrabbando, a dire il vero: schiacciato dalla dodicesima ruotona posteriore destra del veicolo in infrazione. Dello zio, era rimasta solo una grossa chiave, storta, contorta, distorta, piegata ma ancora funzionante, pur se sporca di sangue coagulato, di merda e residui ossei incollati..

Era la chiave della Biblioteca Delle Ultime Cose.

Gervaso ne era venuto in possesso solo dopo lunghe vicissitudini (che non val la pena di relatare), ed aveva trascorso vari mesi prima di capire a cosa potesse servire, e fu per caso che apri' la portaccia della Cantina Misteriosa dove -in un odore di fogna e pizza, d'umidi umori e muffe d'ogni sorta- trovo' tutti quei libri puzzolenti di vecchiezza, aperti alcuni e pronti per esser letti. Divenne ghiottissimo di queste letture, e ne godeva oltremodo ma incappo' nella fatidica scoperta senza attendersi a questo caso fortunato, svaccatamente e fortuitamente. Poich tutto era una trappola, a partire da una chiave di lettura falsificata appositamente dal pazzoide alchimista, il quale aveva per strategia di mentire quando affermava, e viceversa, per conservare, da vecchio egoista, i suoi creativi segreti: infatti Le Cloporte Gervaso trovo' soltanto con uno sforzo psico-enigmistico sovrumano -in un istante senza sonno- la bella faccia delle cose: non si trattava d'un biglietto da 12.000 EUROs, pur se di questo si parlava in lungo e in largo, anche se per cifre cifrate e rebus quasi irrisolvibili, ma DEL Bigliettone da 10.000 EUROs! Il che sembra facile QUANDO LO SI SA. Una banale lampante ILLUMINAZIONE: la chiave di lettura non un'inezia, fondamentale. E' la sola che apra il senno delle cose. Che rovesci una falsa prospettiva in un viale della sapienza. A partire da questa soluzione quadrata e triangolare, molti testi divenivano comprensibili, finalmente, ed egli era certo di aver la fortuna in sua mano. Una volta tanto...

Aveva trovato L'ORO senza averlo cercato: COSA che, di sicuro, TUTTI i morti di fame gli invidieranno. "Poich" si tratta d'un vil cloporte...

(segue in CLOPORTE 2, qui sopra)


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