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Favole Grottesche

SCORPIO 4


Autore : maxus capus
Giovedì, 17 Novembre 2016 - 19:23

 

(segue da SCORPIONE 3...qui sotto...)

SCORPIONE 4.

(1) Il PONTE ROTTO fornirebbe a lui solo sovrabbondanti materiali per una grottesca favola (Purtroppo, questo non è possibile, giudiziosamente impossibile, CHE...Qui si parla di ANIMALI in pieno delirio e non di "bestie" naturali scatenate e d'ardite costruzioni da riva in riva...). MA, vediamo un poco," nu puoco", come si dice, "ke si puote fari": Fin dalla sua perigliosa e difficile costruzione, la nomea di questo manufatto ha suscitato dicerie, calunnie, paure e parecchia tristezza, senza parlar degli aneddoti, in forte quantità. (3)

Furono i coraggiosi carpentieri in legno della Zona Alta, uniti "nella lotta" all'Unione Muratori della Riva Destra, che intrapresero l'opera da tutti (quasi) reputata irrealizzabile, viste le capricciose e furenti acque del torrente Mangiatutto. Le genti, questo lo attraversavano da secoli a nuoto, tenendosi cauti a corde fissate da riva a riva, i più agili e forti con pertiche flessibili d'acacia lo saltavano (senza sempre riuscirci...), certi, non volendo osare, arrivavano dall'altra parte salendo le montagne, per aggirarlo alla sorgente con un viaggetto di varie settimane, ma molti -timorosi- non sono mai andati dall'altra parte... Per dirvi... La costruzione del ponte -che all'inizio si chiamava "della Speranza", ma che poi dovette mutar di nome...- duro' 93 anni. E qualche mese, aggiunto questo "qualche" per ignote faccende sindacalizie, le quali non ci stan male in questa storia assurda.

La costruzione del ponte duro' 93 anni. Insisto a dire. Con numerosi incidenti, rifacimenti, crolli, cambiamenti di sito, tecniche diverse, tentativi infruttuosi, amarezza, scioperi selvaggi, bombe afghane, febbre spagnola (419 morti!) e tutto un bazar di cose. (Peggio che il PONTE SUL FIUME KWAY!, se non avete letto il libro ma visto il FILMone...) A causa della singolare - a dir poco- mentalità ideologica semiFASCISTA del corso d'acqua. Poiché, il fragoroso torrente Mangiatutto è -tuttora!- cocciuto quanto un mulo alpino che abbia giurato in ginocchio a mamma asina di restar testardo. "E dacci dentro!" Avrebbe potuto diventare fiume [FIUME!], nella sua lunga esistenza, erodere man mano le rive, allargarsi, farsi pacifico, ma no!

Deciso a restar torrente, ha conservato il suo stretto corso primitivo in cui l'acqua, abbondante fin troppo in certi periodi, scorre a disagio, strozzata, furiosa e scappa giù allora con tumulto e rovina. Per questo, gli infelici ed inquieti residenti sulle due rive circostanti chiamano talvolta il Mangiatutto: "FIUME", sia come espressione di un intimo desiderio, sia per deridere la sua grottesca ostinazione. "CHE SIA FIUME, questa vacca di torrente: E CHE CI LASCI IN PACE!"

Anche dopo la sua laboriosa edificazione il Ponte subiva dunque assalti frequenti dalle piene che ne portavano via magari una parte o l'altra e talvolta un pilone si sbrecciava e per questo il PONTE ROTTO era sovente rotto o in riparazione. In pratica, dai suoi antichi inizi, in media il ponte era rimasto utilizzabile un mesetto scarso per anno. Poco, per l'enorme lavoro di ricostruzione continuamente necessario. Ma, anche, le genti del posto erano caparbie e persistevano a rimetterlo in sesto, sperando che fosse una volta per tutte, un giorno o l'altro... E' esistito un progetto del noto ingegnere Ermenegildo Caltobianco, con una idea assai lucida e ragionevole: due mezzo-ponte girevoli che si sarebbero aperti automaticamente quando il Mangiatutto facesse il matto e in questo modo le due arcate avrebbero ruotato, affiancandosi alle rive senza danno alcuno. Un semplice sistema di catene tirate da 300 asini su entrambe le sponde, per riportare il ponte a ricongiungersi dacché le acque scorressero calme, poteva completare ad arte l'opera d'arte... Ma la cosa non s'è ancora fatta, a causa d'oscuri intrallazzi politici e di contrasti campanilistici e xenofobi, e s'aggiunga lo Stato Maggiore Generale, il quale teme che un ponte siffatto e funzionante possa indurre in tentazione l'immensa cavalleria russa, da sempre in attesa di invadere la Riva Destra del Mangiatutto. In agguato tra gli sloveni, che non son né carne né pesce, ma che mangiano allegramente il pane nero siberiano. (Cinquantamila cosacchi a cavallo, in attesa paziente ed impaziente, da oltre trecento anni, ché prima o poi arriveranno qui, e scoperanno le vostre madri e sorelle, e pure le SODOmizzeranno...). MALA TEMPORA... Scarsa decisione politica. E cosi'... la cosa giusta non si farà mai, DUNQUE. Come al solito...

(segue in SCORPIONE 5...qui sopra...)


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