| Home | contatti | FAQ

 Share on Twitter Share on Facebook
Favole Grottesche

LA CAPPUCCETTO ROSSO ritrovata...


Autore : maximilian capa
Sabato, 12 Novembre 2016 - 19:25

 

¤¤¤XIX¤¤¤ Il GALLINAIO (Eu)Genio Sfritta detto KEO, celibe (A domanda risponde):

"Non scordero' mai il 13 ottobre, era giusto un mese dopo la scomparsa della Cappuccetto Rosso, era domenica, era una bella giornata d'inizio autunno, era la Sagra del Patrono di Mercato, l'ineffabile e scaramantico Santo Fungo Velenoso: il paese era pieno di gente venuta pure dalla Lontana Citta'. Le stradine rigurgitavano di ubriachi e mangiatori micofagi, tutti ingurgitavano fungomaniaci e con pazza gioia le nostre tipiche ed enormi Frittate Peperonata con salame e funghi misti, "la pizza" locale che richiede, subito dopo, dietro, un litro di vino e tre litri d'acqua per "spengere 'l foco", "in tal stomego"... e nella sera erano previsti perfino dei fuochi d'artificio.

...Stavo seguendo,dunque, -il petto gonfio di cibarie e vini -, Geraldine ch'era venuta a cercarmi. Ma quale non fu la mia sorpresa accorgendomi che la Gallina e la Volpe Moby Dick mi stavano conducendo verso il Mulino della Nonna... Siccome i "caramba" e il Procuratore della Repubblica della Lontana Citta' avevano posto i sigilli di polizia su tutte le entrate (e uscite), Geraldine ci fece penetrare carponi nel cucinone dai muri affumicati, attraverso un pertugio segreto da lei scoperto. E ci ritrovammo davanti all'immenso focolare e quivi la Gallina mi lancio' uno sguardo d'intesa, da furba -come le talvolta tipico- e poi si volse verso il camino, e ponendosi la punta delle ali intorno al becco, a far megafono, grido': "Cappuccetto Rosso, sono Geraldine e so dove sei, lazzaroncella! Sono qui con il Keo, il gallinaio, e Moby Dick, la volpaccia, amicissimi miei e dunque tuoi. Niente hai a che temere... Scendi subito e finiscila di farmi star male!" Io restavo con la bocca spalancata per lo stupore, e due occhi cosi', ma non mi sfuggi' allo sguardo un arzillo grilletto, tutto di nero ben vestito, con tanto di farfalla sul collo della camicia bianchissima, seduto a fumar la pipa sulle braci spente, che ci osservava e mi pareva ghignare amichevolmente, ma un tantin sardonico. Siccome il silenzio si trascinava, pensai che Geraldine mi prendesse in giro, con uno dei suoi scherzi ironici. Ma Cappuccetto Rosso, dalla voce inconfondibile pur se leggermente alterata dalla canna fumaria, strillo' d'un tratto dicendo di avere un momento di pazienza, che doveva rivestirsi, che aveva fatto una piccola siesta da dopopranzo... E dopo qualche minuto, la fanciulla scendeva dall canna fumaria, stando attenta a non sporcare la mantellina e il cappuccio.

La gioia di Geraldine esplose senza limiti, baci abbracci e tutto quanto, anche qualche breve giro di danza. Moby Dick, timidissima e discreta, istoriata di ceroti e fasce, burbera non sapeva dove mettersi, ma agitava gioiosamente la coda, per sottolineare la sua intima partecipazione alla lesta festicciola delle "retrouvailles", e perfino l'ineffabile e taciturno Grillo del Focolare si dette a fumare pi a fondo la sua pipetta, inondando di fumo il focolare spento, nella sua emozione segreta...

Ma qualcun altro pure scese lentamente dai pioli metallici che facevano da scala dentro il camino, un poco dopo Cappuccetto. Una deforme creatura mostruosa, gobba, dalle lunghe braccia e il volto bizzarro e storto, ma dall'espressione tranquilla e rassicurante. Poteva avere fra i quindici e gli ottanta anni, senza barba, vestito con vecchi abiti stracciati, con occhi grandi e sereni, tristi, quest'uomo dalla parvenza abominevole mi sembrava un poco sperso e fuori dal mondo. La Volpe Moby Dick mi parve la sola per niente sorpresa, come se lo avesse gi visto e si conoscessero. Il Grillo pure... Cappuccetto ce lo presento' come il Fantasma Geronimo e ci disse pure il suo vero nome: Gerolomino Pedretti-Scalia: figlio "malriuscito", tenuto nascosto (per vergogna e per allontanarlo dalla morbosa curiosit mondana) dal Nonno e della Nonna e, dunque, suo zio. Era quasi sordo e muto, ma un grande scrivano, peggio e pi che il vate nostrano Leopardi, la bimba aggiunse.

Per la stupefazione, quasi mi cascava la dentiera dai denti, dalla bocca spalancata. La fanciullina ci spiego' anche molte altre cose. Vari misteri diventavano chiari. Ci parlo' del Covo Segreto del Nonno, dove questi si nascondeva durante la Piccola Grande Guerra, una stanzetta angusta ricavata di fianco al camino. Era l'antro di Geronimo, il suo Castello Nascosto, dove lei pure era rimasta rintanata un mese. "Ma adesso bisogna portare La Rivelazione al mondo!" concluse con un tono da adulta la bimbotta, dopo che si era avuta una breve discussione sul da farsi, con me nel ruolo del paparino calmo, serio e ragionevole. Direttore delle operazioni. Poi, la nostra indicibile comitiva prese il viottolo verso Mercato, tra chiacchiere e parlari vari. Io volevo portare la piccina dalla Mamma sua, ma Cappuccetto mi fece osservare, giudiziosamente, che la domenica -a quell'ora- la madre era incollata davanti a ben due schermi per seguire due soap-opera Serials differenti -delle "merikanate" solite...- e che "non bisognava disturbarla". Ci dirigemmo allora verso la Locale Caserma dei CC e per far questo si attraverso' tutto il paese in festa.

Fu una scena biblica, come il guado del Mar Rosso pai breos egiziani: Cappuccetto Rosso in testa, con la Gallina Geraldine stizzosa e sprezzante, buttando delle occhiatacce vendicative a tutti, al suo fianco, io dietro, con il Fantasma Geronimo timoroso che mi teneva la mano sinistra come un bimbone, e la Volpe Moby Dick, stretta alle mie gambe per terrore, in modo che quasi mi impedivano l'andare: e mi ero procurato un grosso bastone, che tenevo pronto in spalla contro eventuali sgradevoli inconvenienti. Ma il festoso disordine pubblico ci era favorevole. La folla in lietezza ci faceva ala e quasi ci pareva un trionfo di Cesare tornando invitto dalle Gallie. La Banda Comunale ci precedeva suonando marcette sfasate ma piene di colore, i suonatori erano tutti imbriaghi...

Entusiasta, lo Stradino Pedrazzi -ubriaco da far paura- penso' che fosse opportuno tirare i fuochi d'artificio, gia' pronti per la sera. (Ma tutto quel ben-di-dio di FUSETIS, SCLOPETIS, LAMPS, MIRJADIS, TONS&SARDELIS ando' sprecato nella luce piena del DOPUMISDI', perch erano fatti per il buio..., funzionarono meglio i grossi petardi.) Cappuccetto era contenta e sprizzava gioia, salutava tutti con la mano, felicissima di essere ritornata nel mondo. Urla, canti e sbevazzate, follia sana e sincera del borgo che aveva ritrovato la sua Eroina. Molti, un po' piuttosto brilli, volevano farla Sindaco o Sindachessa del Territorio Comunale e magari deputata di Sinistra "mista", ma lei -pur se rossa di piacere - non amava lasciarsi andare per una simile schifosa carriera, e la Gallina Geraldine, troppo d'accordo con questo sano discernimento, approvava con cenni secchi del capino. E poi, era bimba ancora e i bimbi bisogna lasciarli crescere e peggiorare...

L'enorme baccano, intanto, aveva fatto in modo che il gigantesco Da Biani gia' ci attendesse, riempiendo la porta d'entrata della Locale Caserma, burbero e perplesso. Grosso punto interrogativo vivente, ci aspettava, guardandoci arrivare. Forse sconvolto dallo choc, non mi parve ubriaco invisibile, come al solito: aveva digerito la grappa di colpo e i fumi d'alcool non gli restavano che filtrando leggeri dalle orecchie, scorno notevole per un non fumatore.

(Il "povero" marisci s'attendeva, certo, alla fine dell'opera, un solenne encomio, del tipo: "All'eccellente Mar.Da Biani, Comandante del Nucleo Investigativo della Locale Caserma, dando atto della SUA tenacia nella ricerca della verit, vanno riconosciuti l'intuito, l'intelligenza, l'acutezza, la prontezza, la bont e lo stile, e una rara pervicacia nell'aver individuato l'esatta direzione dell'indagine." Un attestato, con tanto di timbri e firme e bolli e vidimazioni, con In Testa un risplendente "Comando Supremo dell'Arma", ch'egli avrebbe potuto incollare, in seguito, sulla porta della Caserma, con scotch rosso o nero, "per visione pubblica" ed "informazione locale", "disponibile all'occhio dei concittadini e utenti dei servizi di Polizia", nonch e pure al viaggiatore straniero, che passasse di li'. Ed era sicuramente -ma certamente!- deluso vedendoci sbucar fuori, seguiti dal popolo in piena lietezza, colla Cappuccetto Rosso scomparsa: SANA e SALVA, vispa e gioiosa. Anche se non lo dava "minimamente a vedere", il caramba in capo...)"


  Stampa
Share
 


Scrivi un commento

* Autore
* Indirizzo e-mail
Sito web
Avvisami via e-mail della presenza di nuovi commenti
Per verificare che sei un essere umano scegli : la fragola

1
2
8
7
6
4
5
3
B U I url Smilies
Traduzione Sito
Translate to English Translate to French Translate to German Translate into Dutch Translate to Swedish Translate to Japanese
Translate in Polish Translate to Danish Translate to Czech Translate to Portuguese Translate to Spanish Translate to Turkish

Maximilian Capa - Favole Grottesche - La Cappuccetto rosso scomparsa 2016

Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere informazioni sulle novità di questo sito.

Iscriviti
Cancella

  Iscritti : 0


New-CMS 2.9.6 Valid CSS Valid html 5 GNU General Public License Admin
This page was created in 0.0444 seconds
Contenuto del div.