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Favole Grottesche

DOVE il CACCIATORE Strazzon ne prende un sacco e non capisce...


Autore : max capa
Sabato, 15 Ottobre 2016 - 19:33

 

¤¤¤XII¤¤¤ Il CACCIATORE Adelmio Strazzon, vedovo (A domanda risponde):

"Si', questo vero. In quel pomeriggio del venerdi' 13 settembre stavo seguendo le tracce di una volpe che avevo ferito. Ed una storia lunga ed anzi, se mi permettete, interminabile. Si', quel giorno fatidico, per ragioni intime mie, non disponevo dei miei tre cani con me, volevo vedermela da solo a solo con questa volpaccia infame che mi ossessionava da troppo tempo, regolare i conti da vecchio uomo quale sono: da solo a sola. Vecchio contro vecchia. E' cosi'. Ragazzi!, l siamo nel ripetitivo, proprio: una storia perenne, penosa, cronica, appassionante e che dura da anni, riesco sempre e solo a ferirla ma mai ad abbatterla, catturarla, per poterla sventrare, messa in croce colle zampe di dietro, inchiodata ad un ramo o contro un tronco, e col mio coltello, affilatissimo, poterla aprire dal gargarozzo al culo, con tutto il budellame che: SPLAF!: che straripa fumante e sanguinolento sull'erba dove i cani ne fanno gozzoviglia, merda e tutto! Ma nutro pure una qualche tenerezza per questa preda imprendibile: i nemici si odiano d'amore sincero... Sinceramente... E' "bello" ed cosi'. Poco da discutere... I fatti della vita e le loro vicissitudini, ETC.ETC. Complicazioni NOBILI. E'una vecchia volpe, un arnese antico, la chiamo Moby Dick per il suo pelo svitalizzato e albuminoso, ma anche perch mi ricorda un racconto per ragazzi che ho amato da piccino: la caccia maniacale ad una balena bianca mitica ed imprendibile, una bestiona marina vasta e testarda, che non ne voleva al capitano Achab, (non sapeva chi fosse... ma forse lo sentiva telepaticamente, gli animali hanno mezzi conoscitivi strani, potrei portarvi in esempio i miei tre cani: una femminotta e due setters grigi, di mascula costituzione: potrei raccontarvi delle cose che voi non crederete minimamente). Tralasciamo... Le bestie hanno 33 sensi... Noi: molti di meno... Siamo AMPUTATI, mutilati, dal tempo che scorre...

Moby Dick, LA VECCHIA... La presa in s non vale niente, carnaccia dalla pelliccia inservibile, ma e' per me un pallino fisso, questione di principio, per me, e, forse, per lei pure... penso io. E, in fondo dei fondi, mi permetto pure di pensare che nessuno dei due, di noi due, abbia veramente voglia che la caccia finisca, anche se per ragioni differenti... Si tratta d'una sfida, d'un lungo duello, faccenda mai conclusa... Stavo dunque seguendo le scarse gocce di sangue, ch'essa lasciava nella sua fuga sconclusionata, ne SENTIVO L'ODORE, ne reperivo le tracce, fiutando le erbe come una cane ben addestrato... quando ho incrociato il Boscaiolo Flavio Krantz, che mi parlo' del Lupo e della Cappuccetto Rosso.

Mi spiego', per filo e per segno, il perch e il percome delle sue inquietudini, a proposito di evidenti losche intenzioni del Vecchio nei confronti dell'indifesa e ingenua fanciullina.Io, il LUPO, non l'ho mai potuto digerire, mai!, se mi si lascia essere sincero... Dal giorno fatale della Grande Sparatoria, in pi, lo odio mortalmente! Quasi mi uccideva, MA forse sono io che colla mia schioppa gli ho devastato il basso ventre... (CHI SA? In questi fatti sanguinosi le cose non sono mai chiarite fino in fondo, vi resta un territorio di verit incerte).

"Ecco qui, dunque, magari l'occasione per regolare i conti sospesi- tutti in una volta!" che cosi' mi son detto. Oltre ai dissidi personali intimi -(la sua ambigua "amicizia" colla Nonna... -che fu e resta "La Mia Donna"- mia se pur "anche" di altri da oltre 50 anni!- ...m'infastidisce non poco)-, oltre alla faccia di culo che si ritrova, son sicuro che fu lui ad introdursi, di notte, nell'orto nei mesi scorsi per aprire criminalosissimevolmente le mie 18 gabbie d'uccelli. E questo, per ben quattro volte. Quattro volte, vi dico! Al mattino, quando scopersi -pazzo di rabbia- il misfatto, organizzai un "safari" coi miei figli e nipoti, tutti muniti di reticella a manico, da collezionista di farfalle. Pensavo che i miei innumerevoli canarini e fringuelli e tordi e cinciallegre e pettirossi e "favits", quasi incapaci di volare e avendo perse -o mai conosciute- le abitudini di libert, li avremmo potuti ritrovare e catturare, senza dubbio, con un po' o pi di pazienza... Ma mi ingannavo. Sinceramente, non ne riportammo a casa neppure uno...

Erano, forse, ridiventati selvaggi!? NO. Tornando in sede, sul far della sera, trovammo che tutti i miei cari uccelletti volatili erano rientrati giudiziosi nelle loro gabbie, ridanciani e vispi, e guardandoci con un occhietto ambiguo -d'interesse e malignit- come fanno di solito, aspettando la regolamentare distribuzione di semi e mangimi -con un goccetto di grappa due volte per settimana, come d'abitudine-, prima di mettersi a dormire paciosi sul loro trespolo, gonfiandosi le piume con goffagine, grossi e tranquilli, con il capino celato sotto l'ala protettrice, a sognare i leoni e i cavallini a lungo pelo delle steppe siberiane. Rabbia dura senza paura, dunque, per me vecchio reduce di Lotta Continua, versus questo lupaccio dal pelame pepe e sale. Cosi' decisi di rimandare al di' di poi il braccaggio di Moby Dick (tanto era una storia lunga...inutile e vano innervosirsi) e mi precipitai, senza porre incertezze in mezzo, verso il Mulino della NONNA. Trovai la porta non chiusa, dentro risuonavano urla, pianti e lamenti vari. Un manicomio... Un vero casino! (Forse c'erano dentro dei matti da legare scappati dal manicomio di San Servolo di Udine? CHISSA'... mi posi l'istantanea questione...).

Con un calcio di tacco poderoso, alla Tex Willer, Texas Ranger Brianzolo, spalancai l'uscio e penetrai in sui locali, schioppa puntata e pronto a tutto. La prima cosa che mi fu evidente che la Cappuccetto Rosso non c'era. Angoscia! Preoccupazione, ansia, incertezza... E il Lupo che si rotolava fra le coperte e le lenzuola del lettone sfatto, pisciando sangue dal ventre e dalla bocca. E gridava, GRIDAVA!, cercando di tamponare il dissanguamento con un cuscino. La Nonna, da parte sua, aveva un comportamento incomprensibile, rinchiusa nell'armadione, urlando istericamente: apriva d'una tratto l'anta un poco e non di pi, ficcava fuori la testa per guardare, lanciava un ultimo gridaccio atroce, poi si rinchiudeva dentro, di scatto. E cosi' di continuo... Totalmente fuori di s o impazzita, non riuscivo a capire niente n un tubo di quel che volesse dire. Pazzesco! Quel che compresi chiaramente e in modo lampante -tuttavia- era che il Lupo aveva mangiato la piccina Cappuccetto Rosso e ...pensai di fretta... che magari riuscivo ancora a salvarle la vita... aprendo lo stomaco della bestia e cavandola fuori. (Come si fa coi caimani-coccodrillo nell' Afro-America: se non stritolato dai denti, l'ingoiato resta vivo anche ore, dentro lo stomaco, mentre gli acidi biliari iniziano a digerirlo...) Il feroce vecchiaccio aveva certo gozzovigliato senza freni col corpicino della povera bambina e la sua stolida ingordigia ora lo puniva a scoppiare. Lo vedevo proprio soffrire, spandendo sangue suo e della piccolina sui panni sporchi. Era il momento d'agire... Sparai -allora- due cartucce contro il soffitto, per imporre la mia autorit, e gridai imperiosamente per mettere la situazione sotto controllo ed esigere il silenzio, senza troppi risultati... Tutti urlavano come matti, anche quelli che non c'erano, forse fantasmi o streghe uscite dalla tomba: c'era, certo un gran vociare in giro, forse l'eco, mi pareva che ci fosse una folla di turpi blasfemi in giro da per tutto li' in giro, dentro le stanze, dietro gli angoli, celati sotto i tavoli. Un momento infernale. Ma, sono d'azione, e non uno che ha paure, un caccasotto.

E corsi -allora- in cucina per procurarmi un grosso ed affilato coltellaccio. Il Lupo, che aveva capito il da farsi, il succedersi e il da accadersi si mise a berciare di traverso, strangolandosi, e pareva volermi spiegare qualcosa allorch, per meglio poter operare, gli infersi un forte colpo col calcio della mia schioppa giusto sul cranio, a tramortirlo. Un poco sperando d'averlo ucciso... Guardai stupito il suo petto ben gonfio. Vi posai l'orecchio, sperando di sentire la Cappuccetto implorare, dentro... Niente... La Nonna continuava i suoi insani andirvieni dentro e fuori, solo la testa, e cercava di dirmi qualcosa: ma io non avevo tempo da perdere con lei. Tutti gridavano, urlavano li' in giro, MA CHI? Ero caduto dentro un incubo di quelli che ti imprigionano alle cinque del mattino? Avevo una vita di bambina innocente da riportare alla luce de bel sole ch'ella amava tanto. Impugnai deciso -dunque-il grande coltello...

MA, in meno d'un istante, m'arrivo' sopra una specie di finimondo spaccatutto, piombato da non si sa dove. Un alieno dalle spalle larghe cosi', senza volto, manesco, nerboruto. Come un marziano scatenato, sorpresa dei sorpresi. Pur se cerco nel mio cervello non riesco a visionare e capire logicamente l'intrusione violentissima di questo tipo, MA era veramente un essere umano? VIOLENTISSIMO. Un orrore in pieno sole, un mostro, pur se il sole si trovava spento, l fuori, oltre i muri e sopra gli alberi. VIOLENTISSIMO. ...Mai l nel momento del bisogno... intendo: gli amici... DISPERAZIONE e rassegnazione. Ed sicuro questo, sicuro!, non ho preso mai, MAI!, cosi' tante botte in un lasso di tempo cosi' ristretto. Si'... VIOLENTISSIMO... In un cosi' corto mezzo istante...durato "sei" minuti...ad occhio e croce... Ho ripreso coscienza quando sono arrivati i carabinieri... E adesso sono qui in cella e non so perch. COSA sia VERAMENTE successo non SO dirvelo... MI PIACEREBBE SAPERLO."


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