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Favole Grottesche

L'erba piena di sangue...


Autore : maximilian capa
Giovedì, 13 Ottobre 2016 - 17:24

 

***XI*** Il MARMISTA e STAGNINO Ottavio Cosulich, vedovo (A domanda risponde):

"I Grandi Avvenimenti sono scarsi a Mercato (Il villaggio MERCATO della Foresta dei Leoni al Bosco dei Passeri Sdentati, vedovo... per i renitenti alla leva e gli ultimi -lettori- arrivati dopo cena...). GLI AVVENIMENTI, LA GUERRA MONDIALE, LA caduta di Mussolini, l'assassinio dell'Aldo MORO, la fuga della cavalla morta, la catastrofe della diga sul Vajont... La caccia alla volpe bianca MOBY DICK ferita a morte ma mai morta... La scomparsa della CAPPUCCETTO ROSSO... Il SUIcidio di 333 MUSULMANIA presi sul fatto d'apostasia... ETC.ETC.

Avvenimenti... Quelli di cui si parla per generazioni, quelli che nei secoli vengono e rivengono e restano come leggende favolose nei racconti dei vecchi bavosi e gracchianti, sdentati, intorno al focolare. Che permangono delle referenze di microstoria locale, come questo, della sanguinosa scomparsa della Cappuccetto Rosso, in questi tempi di generosa&abbondante pedofilia... (Mangiata?non mangiata?uccisa?sepolta viva?sgozzata ed immersa nel torrentello Biava?rapita da atroci anonimi?ha forse subito violenze?) Come quello del processo delle sette "streghe", tre delle quali furono condannate al rogo -e bruciate vive-, nel 1689. Quivi. O dei due incendi del Municipio Locale, dopo l'assalto dei mercantini in rivolta: durante il primo si ebbe pure la visita del piccolo Generale Garibaldi, che fece impiccare 12 di noi... Nel 1861. O la più recente Grande Sparatoria. La Grande Sparatoria fu uno scontro piuttosto feroce, nel Bosco dei Passeri Sdentati, da far impallidire d'invidia perfino "La Sfida (western) all'O.K. Korral"!, una bambinata che la mitizzazione ha poi trasformato in un evento degno di ben otto films... Nella Grande Sparatoria, la battaglia si svolse durante tutta la giornata, dall'alba al tramonto (con una corta pausa/pranzo a base di panini e bottiglie di vino): da una parte bracconieri e ladri di funghi e scippatori di vecchiette, dall'altra dei CC inviati in rinforzo dalla Lontana Città, il Sindaco e i cacciatori del Circolo Mercantino Caccia&Pesca, il Da Biani con una mitragliatrice M.G.... Peggio che durante la Grande Guerra Civile (Brigate Nere/Brigate Rosse, rossoneri "come il Milan"...), nel '43-'45. Tutti armati fino ai denti, con schioppe d'ogni sorta.

L'intero villaggio s'era spostato ai margini delle case e del bosco, per seguire il corso degli eventi, certuni muniti di binocoli da corse di cavalli: i mercantini -adulti e fanciulli e vecchi (piegandosi bassi o ventre a terra o riparati dietro i tronchi, perché i pallini fischiavano in tutti i sensi)-, quasi fosse una partita dei Mondiali di footebolle. (Ci mancavano solo i paracadutisti della Folgore e i Marines della Vicina Base N.A.T.O., per far ciliegia sulla torta). Non ci fu nessuno morto, per puro casuale accidente... Pure se. Sul campo restarono 124 feriti, di cui 18 gravi. Cento otto stivali spaiati e non parliamo delle scarpe...Con sangue sull'erba da per tutto.

Ma, durante mesi poi, i raccoglitori di funghi riportavano a casa, pure e quantunque, decine e decine di bossoli diversi, da collezionare e mostrare agli amici. Peggio che dopo le sette battaglie di Gorizia! In seguito alla Grande Sparatoria (e tre mesi d'ospedale), il Lupo Osvaldo era rientrato -nel nostro strano bel-paese che e' Mercato- ridotto male, in condizioni davvero pietose: persi venti chili di peso fisiologico, esso non aveva piu' il suo basso ventre...

(Per essere più precisi, clinicamente: una fucilata gli aveva asportato il pene ed i coglioni ed aggiunte zone carnarie limitrofe. Un tubicino, di plastica, inserito nella vescica, chiuso malamente con uno stoppino a batuffolo d'ovatta, gli serviva per i suoi bisogni piasciatori: un disastro subumano...) Senza soldi, senza lavoro da sempre, Diffidato d'Ufficio dalla Locale Caserma CC, per Traffici Illeciti e le sue losche attivita' di bracconiere, il LUPO non aveva i mezzi (e neppure la Mutua) per poter disporre dell'indispensabile protesi che gli abbisognava. Allora,(siccome sono un buono d'animo), dopo sua pressante e lamentosa richiesta, mi sentii costretto a forgiargliene una: un vero capolavoro d'artigianato. Me "la pago' " proprio con abbondanza, generosamente, fornendomi carne selvaggina di pelo e di penna per molti mesi: dodici conigli selvatici, due lepri, mezzo cinghiale, sedici pernici, otto corvi svedesi e tre folaghe russofone. Ed un bariletto di vino che gli e' venuto da non so dove...

La protesi consisteva, sopratutto, in una placca metallica che andava dall'ombelico fin quasi all'ano, un poco tondeggiante come una pancia, ma ben seguendo il disegno anatomico, tenuta su da tre cinghiette, una sui fianchi e due sui cosciotti. In basso ho praticato un foro adeguato e vi ho fissato su una base mobile, con un sofisticato sistema di cuscinetti a sfera, molle e minuscoli ingranaggi, un pene ben solido con cappella e tutto di 19 CM., munito all'interno d'un tubicino di gomma collegato alla vescica, tramite un congegno a rubinetto comandato con pulsante, che gli avevano installato (male) in ospedale e che non serviva quasi a niente, senza il mio prezioso intervento d'ingegneria artigianale.

Il pene meccanico e' mobile e scatta in tre posizioni, come nel cambio di una vettura. PRIMA (e pure FOLLE): aderente alla placca, inattivo, a riposo. SECONDA: in posizione per orinare. TERZA: per altre questioni, sicuro che non diventa mai moscio... Per evitare che intestini, vescica e altre robacce da frattaglia fuoriescano, ho sistemato una guarnizione di pelle di pecora su tutti i bordi della placca. E certo, con tutto questo deve stare attento a come si muove, e vivere con tutte le cautele d'un vecchiardo... Dopo il suo arresto e' riuscito ad inviarmi un bigliettino, in cui "mi scrive" che il suo marchingegno e' semidistrutto e che dovrei passare a ripararlo. Ma l'ubriacone che e' il Maresciallo Da Biani, mi ha rifiutato con arroganza ed altezzosità l'accesso alla cella, dicendomi che "dei prigionieri feriti se ne occupa il medico condotto!"...Stiamo freschi!, con quest'altro "deficiente", incapace ed ubriacone lui pure... (Dico "mi scrive", ma il Lupo e' analfabeta. Forse e' la Nonna che ha steso il messaggio per lui.

Del resto, e' una bella vergogna per il nostro paese, di avere questi tre vecchi in carcere, senza che si sappia niente di preciso. Il Lupo ha 64 anni, la Nonna 68, il Cacciatore 69, poveri anziani presi nella tormenta... E dire che i tre adoravano la Cappuccetto Rosso, come noi tutti!, e non capisco cosa abbiano a che vedere con la scomparsa della bimba. E adesso sono già dentro da ben dieci giornate e notti...).

Misteri senza fine, in questi nostri poco gloriosi giorni. Francamente, questa orribile storia mi fa pensare -pur se vi sembra strano- alla catastrofe del Vajont (oltre 2.000 cadaveri-morti nella violenza delle acque, "tutti squarciati e sventrati"). Io ero soldato militare Alpino, e ci sbatterono giù dalle brande in piena notte, per fare i soccorritori di Urgente Soccorso. Mentre recuperavamo i corpi sbrindellati, si aveva all'occhio -timorosi e diffidenti- la diga, là in alto, di fronte, immensa, sfacciata, sardonica, perfettamente intatta. La diga non s'era rotta, il disastro ci pareve inesplicabile. Ma -c'è sempre un MA...-, era il monte Toc che s'era sfaldato, un suo enorme tocco era crollato dentro il lago artificiale, "uno zampillo" enorme d'acqua era schizzato verso il cielo, poi era piombato su Longarone e le sue frazioni, a valle della diga, sotto. Questa era l'inattesa, l'incredibile spiegazione.

E tale e simile era e resta -temo- la sorprendente, ultima soluzione di questo maledetto imbroglio, che qui ci sconvolge tutti: un qualcosa che nessuno si attende. Ci son già troppe ipotesi... Infatti, per sfoltire il cesto delle dicerie, ne strozzo una: quella della Cappuccetto morta mangiata.

Dopo la grande Sparatoria, il Lupo non puo' più ingoiare carne -ed in abbondanza- come prima, col suo stomaco penitente e le sue budella sfilacciate. Mangia pochissimo, un po' di riso al burro, un tocchettin di formaggio, qualche mora di gelso o rovo. E questo è tutto. E. Qualche foglia d'insalata con poco olio d'oliva ed uno sprizzo di limone ( senza aceto, che gli spaccherebbe il fegato), questo per costituirgli una buona bioecologia sanitaria e pissicologica. Ché la verdura è indispensabile agli equilibri fisio-psico-gastro-addominali. Come posso vederlo mangiar la carne -pur se fresca e tenera- della CAPPUCCETTO ROSSO?... La carne, per lui, sarebbe un suicidio... SO QUEL CHE DICO, pur non essendo un medico sapiente.

-Non vedo cosa aggiungere...- SINCERAMENTE. Questa calamitosa vicenda ha già sforato tutti i limiti. SINCERAMENTE."


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