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Favole Grottesche

IL VILLAGGIO...


Autore : max capa
Giovedì, 22 Settembre 2016 - 11:47

 

***III*** Il VILLAGGIO

(A domanda risponde):

"Lo ammetto, il nome che mi ritrovo sul gobbo (MERCATO della FORESTA dei LEONI al BOSCO dei PASSERI SDENTATI) è lungo, ed è eccessivamente lungo, quasi tronfio e gonfio, e fa un po' ridere gli estranei stranieri ed i viaggiatori che arrivano qui per caso, stupidamente persisi di strada. E gli altri che ci vengono per scopi inconfessabili e magari normali, o turisti calati qui a fai affari ed affaretti, cosette di poco conto mercantile, ma che rendono utile il dilettevole d'una buona e lontana passeggiata in famiglia. E mercanti fungaroli, che giungono fra noi perfino dalla distante Francia e d'Ungheria. Ma pure cinesi del Viet-Nam o/e di HONG-KONG, cambodgiani, preti svizzeri calvinisti, poi: i todeschs austroungarici, e quelli della Berlino divisa in zone ma adesso riunificata , celti del South Walles, finnici dalle lenzuola bianchissime, svedesi espatriati, siculi parlando la lingua di Federico II, Umberto Eco, Maria Pia delle Scale di Latisana, ETC.ETC. ":un casino mercantile che non ti dico..."

MERCATO viene dalla "Fiera dei Funghi di Mercato", che dal 1634 ("famosissima"), propagandata dagli intenditori, si tiene ogni sabato, in stagione. Ed anche altroquando: se l'urgenza pecuniaria s'impone: che -se il danaro manca- dio suona le campane, e l'usciere è sull'entrata della porta, dalla serratura scassata dal chiavivendolo Albin da Latisana. Con carabinieri CC presenti in Forza.

Per il resto, nebbia!, l'origine :pissicoetologicafenomenologisticalinguistafonet icolibertariao/e semiologiasemioticapissikogrammaticaekolinguistic anulla sintaxisfacere del nostro Bel PAESE e' incerta e si perde nella sera crepuscolare dei tempi. (BUIO A MEZZANOTTE...). Lo ammetto, non si e' mai visto un paese più mal costruito e peggio concepito. Le case sorgono a caso e stanno in piedi per miracolo, malfatte, squallide e senza anima. Ma non è colpa mia, badate...io son passivo... Ci sono, fra tanti spropositi, abitazioni edificate in mezzo alle vie e strade che non conducono da nessuna parte, ponticelli a dosso d'asino senza alcuna necessità, messi li' a capriccio da qualche mente sfasata.

La via principale, se cosi'la si puo' chiamare, è intralciata da alberi solitari piantati sul mezzo e a casaccio e vi si trova perfino un vecchio pozzo senz'acqua. C'e' un solo commercio serio e degno, il Bar-Tabacchi/Panificio Faleschini, dove si trova di tutto, dal detersivo agli slippini brasileiri. E il solo giornale che arriva fin qui è La Gazzetta Dello Sport (il settimanale coi programmi televisivi viene distribuito, gratuitamente, dalla Croce Rossa). Ma in ogni famiglia ci covano bercianti almeno due televisori.

Qui, se le case non sono proprio in pietrose rovine -come è successo per i resti monumentali romani, i cui residui disastrati dai secoli facevano sborrare di gioia grigia di tristezza i romantici inglesi, e i turisti moderni-, qui le case ospitano, ironiche, una grande quantità di rovine umane, fresche di data, tutte ben intonacate e tinte in toni tenui e convenevoli, come le cipriose, imbellettate del '700... MERCATO e' tristemente famoso per l'alto tasso di suicidi che, con i funghi, ne fanno la rinomanza. Grazie ai suicidi MERCATO ha un posto di privilegio nel "GUINNESS WORLD RECORDS BOOK". Ogni famiglia conta almeno un suicidato o suicida e, siccome parecchie famiglie sono composte da una sola persona, una certa quantità di case e' vuota o invasa dai "VU CUMPRA'" slavi, tatari e cinesi e perfino beatniks ciociari/ pellerossa, senza contare i turisti ecologici(sti) senza un soldo.

I morti in malomodo son cosi' tanti che il parroco ha deciso di disporre di due cimiteri: il secondo, sconsacrato, accoglie solo dei "se'-assassinati", dei morti per causa propria, dei suicidi che "non son degni di dio". I funerali vi sono celebrati dal DA BIANI, maresciallo dei caramba, in alta tenuta da parata. Vecchiette ubriache ma calme si prestano per il contorno di pianti e "cristiana" pietà, il campanaro fa suonare a morto... Qui, fra le "mie" case, ma sopratutto dentro le "mie" case (che non son mie, ma che mi fan villaggio...), la bevitoria è lo sport preferito. Vini, grappe, birre, cognacs, vodkas, rhums ed altri intrugli strani (la coca-cola con Gin/Saké, per esempio) vengono scolati con discrezione e nella segretezza, ma in forte quantità... Poi, i paesani si piantano -comodi e svaccati- davanti al televisore, per digerire. Prima di ricominciare... LA PARTITA DI calcio è ALLE ORE NOVE...

Fra paranoia alcolica e sedativo televisivo, la mistura ottiene ogni genere di risultati, talvolta esplosivi, spesso suicidari. Mai sinceri, poiché nella sfasature cronica imperante mancano i punti dove potersi ancorare. Naufraghi senza isola in vista...

In quanto villaggio, nel mio piccolo, (nessuna delle "mie" case supera i quattro piani...), son colmo di gioia pensando ai grattacielo (pare che a Milano, laggiù in Italia, ce ne siano di 160 e perfino 240,8 piani...ed 8 in seminterrato!). Ma ecco, se mi permettete la battuta, i mercantini che mi abitano mi fanno pensare al tipo che cade dall'alto d'un fabbricato di 333 piani. Ad ogni piano, mentre vien giù, il tipo ridacchia mestamente: "Ah, fin qui, niente di grave..." Ecco... questo mi pare il modo di vivere dei miei abitanti, andando in basso si illudono o sperano che non ci sia il "patatrac!", prima o poi. Ecco, in questo dramma della Cappuccetto Rosso vi è stato un volo d'angelo demoniaco, lungo i piani del grattacielo. E adesso lei è scomparsa, i tre vecchi sono in prigione, e non si sa cosa sia successo VERAMENTE. E quanti siano implicati...

Solo le bestie son sane, qui, in questa "casa di matti" e viziosi. La casetta di Cappuccetto Rosso e della sua Mamma e' in fondo al paese, gia' dentro il bosco. L'orto e il giardino (privi di luce e di circolazione d'aria) restano incoltivati ma sono pieni di conigli, di cui la vedova fa allevamento per poter sussistere (MA si sparla pure a proposito di una assicurazione sulla vita del marito, il quale mori' in un incidente auto-stradale piuttosto strano, da cui lei se ne cavo' intatta. Roba da comari, certo: IO non ne so niente. NATURALMENTE... PAROLA mia.).

In un certo giorno di nervosismo infantile, mi ricordo, la piccola Cappuccetto aveva aperto le conigliere e il cancelletto e tutto l'allevamento s'era sparpigliato fra gli alberi.

La madre, folle di rabbia, l'obbligo' allora a dar la caccia ai fuggitivi ma: bimba & mamma rientrarono senza averne catturato uno solo.... E, sorpresa!, trovarono che tutti i conigli, tranquilli, erano di nuovo nelle gabbie, pasciuti di radicchio e piantaggine. Suonando violini d'erba e con insinuanti canzoncelle che ballavano tra l'ironico ed il lamentevole. I conigli della CAPPUCCETTO ROSSO.

La madre, gridando come una matta, rinchiuse gli sportelli con un colpo secco uno dietro l'altro, rimettendo il catenaccino al suo posto. "E che non si ripeta più!" grido' alla figliola ed agli ineffabili zamputi. I quali non dissero niente...

MA, la CAPPUCCETTO ROSSO era ben triste, quasi incerta di sé stessa e del mondo intorno.


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