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Favole Grottesche

il FRINGUELLO ALESSIO (II)


Autore : max capa
Lunedì, 19 Settembre 2016 - 19:07

 

***II*** FRINGUELLO Alessio da Cubernata von Sckkhultttz

(A domanda risponde):

"Effettivamente, una maledetta faccenda, questa... Da giorni in qua vado in giro a "spionare", discretamente, dato che non son certo imponente quanto un elefante e passo inosservato. Tendendo le orecchie che non ho come un lepre o un coniglio, ma comunque valide, senza essere spione, curioso spio... Ascolto quel che dice l'uno e l'altro, dato che non si parla che di questo da alcune settimane in qua, qui nel bosco e nel villaggio.

Ne ho intese di cose, e spiegazioni, e comarate, e sospetti, e calunnie, e dicerie: un vero gazzettino di bassa provincia sui bordi dell'impero, dove si afferma una cosa e il suo contrario, dove i complotti finti-veri o fittizi fioriscono come le foglie ocra che in autunno discendono e si spargono su strade, orti e giardini. Questa mi pare pure una faccenda a cassetti, multipli: ne apri uno e ne trovi dentro un altro e cosi', poi, si continua. Un como'pieno di cassetti. Senza sapere, senza essere sicuro di poter arrivare infine all'Ultimo Cassetto, quello buono, quello che cercavi, quello dove c'e' la chiave di tutto il resto... quella che spiega e risolve tutto l'insieme, questa grazia divina e luminosa che rischiara e rincuora, che inchioda la bella faccia della verit dietro tutte queste maschere insincere. E, talvolta, la chiave apre il cassetto dei cassetti e credi d'aver chiavato LA COSA, ma questa si scoperchia in altre cose...

Cogliendo tutto questo, non mi sorprende -ancora una volta e amaramente- che gli esseri umani abbiano bisogno di crearsi bisogni astrusi, ideologie, dei e divinit, per poter esistere, mentre noi povere bestiole ci accontentiamo di essere, per vivere. Io cerco di parlare solo di quello che vedo... Ho visto e sentito di sicuro la Cappuccetto Rosso parlare con l'Albero Krontzerellern. Io ero sui rami d'un ontano li'vicino, dove insegnavo ai miei fringuellini la dura arte del volo e le parole che servono nella vita.

Ho visto Cappuccetto entrare nel Mulino della Nonna. Ho visto il Lupo pure entrare la' dentro ma non so se fosse prima o dopo la Cappuccetto. Non ho mai visto Cappuccetto uscire. Almeno credo... Ed, infine, ho visto uscire il Lupo alcune ore dopo, incatenato e in mezzo a due carabinieri. Questo ho visto. Quel che ho visto questo. E son sincero. Ma altri dubitano della mia testimonianza, perche'l'occhio e' fallace, dicono. Sconfortante. E certo e' vero che spesso le cose non sono come sembrano. Che posso farci, se son sincero? Qui niente cosi' semplice come si deve... Secondo me si tratta d'una losca "storia di famiglia", tutto questo. Si dice in giro che il Lupo fosse stato l'amante -uno dei tanti...?- della Nonna, e durante molti anni. Ed il Cacciatore, pure...

E' raro, guarda caso, che una famiglia qui non nasconda qualche segreto "mostruoso", nel vecchio armadio, dentro la cantina, in basso. Una madre talvolta attende i 18 anni della sua figliola per dirle infine che: "Guarda, Teresina, devo confessarti questo: il tuo babbo non e' il tuo padre, tuo padre e' lo zio Amilcare ma, forse, e'il nonno". Al che la figliotta, sconvolta e quasi in pianto, ribatte: "Peccato! Speravo che fosse il vicino Ruggero: e' proprio un bell'uomo". Al che la mamma, incerta, ribatte: "Non proprio! Ruggero e' gia' il padre della tua sorellina Ludmilla!". E cosi' via... E per altro. Questa intricata faccenda e' piena di solitudini. Tutti siamo "fraternamente" e ipocritamente soli. Belle famiglie, proprio... famiglie da commedia triste.

Il Bosco dei Passeri Sdentati coi suoi dintorni imprigiona ogni sorta di solitudini: un vero campionario. Il Villaggio, che buffamente e' stato denominato Mercato della Foresta dei Leoni, e' un museo "vivente" della solitudine. Questa oscura vicenda rigurgita di disastrose solitudini, che si agitano nella finzione dello "stare Insieme", secondo i protocolli televisualmente costituiti ed i cascami religiosi... Ma e'triste tutto cio', come in un clown schizzoide che urli silenziosamente di disperazione, dietro la sua maschera ridicola e divertente. Che noia...

La Nonna e' sola: il nonno si e'impiccato, forse perche' non sopportava piu' il suo mulino inattivo e morto. Per noia... L'Albero Krontz e' solo, l'edera amorosa che lo avvinceva stata strappata dai boy-scouts per ragioni ignote. E' solo ed incerto: non sa che albero egli sia, forse un faggio, un ontano, un pero, un castagno, un pino, non sa: ha perso il suo atto di nascita e nessuno puo' certificargli niente, dopo l'incendio del Municipio... Solo. Solo pure io. Son solo a coltivare i miei sette fanciullini, li ho pure covati in uova. Tradito. La mamma e' partita "avventurosa", avventurista, avventuriera, "mo te digo", forse in Cina, con un canarino giallissimo... Guardia Rossa presso i maoisti, ma pensa te... E questa sarebbe stata una mamma?

Il Lupo e'solo, ha un sesso di ghisa dopo la famosa grande sparatoria e la sua compagna e' scappata d'onta ed insoddisfatta, portandosi dietro i figli ed il comodino rococo' della sua dote. La Mamma della Cappuccetto, Veronica Sanzulli e' sola, inacidita dalla tel e delirante...il povero marito e' morto in un incidente stradale ambiguo, da cui lei se ne usci', STRANAMENTE, sana e intatta come una pagnotta calda di forno. Lei non amava Cappuccetto Rosso, la sopportava, forse pensando al figlio che non ha mai avuto... Il Cacciatore Adelmio Strazzon e' solo, uccisa la moglie "per sbaglio" durante una battuta di caccia, scambiandola per una volpe aggressiva (essa aveva il crine fulvo, dubbia ma possibile causa dell'incidente...).

Il maresciallo dei carabinieri Da Biani, capo della Locale Stazione CC, e'solo: la moglie e i figli non vogliono raggiungerlo in questo buco sperduto del mondo. E'solo e beve grappa, con sottile metodo, in una tazza da t ("del t" corretto grappa che non altro che grappa corretta t...): e'spesso ubriaco, anche se non si vede troppo, data la sua stazza, e tutti fingono di ignorare... Ma che , in fondo, un brav'uomo, pur se carabiniere CC. La Cappuccetto Rosso, Laurina Sanzulli, e'(era?) sola. Temeva cordialmente la madre, che la opprimeva sottilmente, senza darle calore. Lei voleva un computer, per illudersi d'aver compagnia. Lei sperava che la Nonna le avrebbe regalato un computer.

E cosi'via, e tutti gli altri. Soli. Tristemente soli. E tutta questa disperazione, con maschera allegra ed agitata...Che noia squallida!

E non si puo' ignorare che la Cappuccetto Rosso adesso e' introvabile. Come scordarlo?! Dove finita, con tutta la sua solitudine? Davvero morta mangiata? Non mi pare, non ci credo...questa una frottola. Credetemi, qui le cose non son mai come sembrano. E, SE PERMETTETE, ho ADESSO finito."


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