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Favole Grottesche

L'ALBERO KRONTZ


Autore : max capa
Lunedì, 19 Settembre 2016 - 18:37

 

***I*** L'ALBERO Krontzerellern Billertamaw

(A Domanda Risponde):

"Effettivamente.

Era, di sicuro, un venerdi' 13, giornata che porta male, a vista di molti. Ma era proprio un bel giorno di sole. Davvero.

Effettivamente, ho incrociato la fanciullina in questione, quel medesimo pomeriggio, mentre si recava al Mulino e pure ci siamo parlati un pochettino, ché una chiacchieratina senza importanza fa bene in certi giorni. Io, sfrignacchiando sui miei acciacchi, sui miei patemi d'animo senili e sull'aumento del costo del lucido da corteccia, ("GOVERNO LADRO!"), la piccola, monellaccia o giudiziosa secondo l'estro o l'argomento, mi raccontava delle cosette, sapendo che mi fa piacere conoscere i fatterelli del piccolo mondo circonvicino, dato che non ho né radio né televisore, e che non so leggere il giornale, se non il lunedi', per il Calcio... E che le volpine comari non amano confidare i loro pubblici segreti ad un vecchione legnoso e brontolone quale io sono, per mia disgrazia.

Effettivamente. Non era quella la prima volta che la vedevo, il Mulino si trova a meno di duecentro metri da dove ho interrato i miei stivali e finisco i lunghi anni che mi restano, proprio sul bordo del sentiero che conduce a quella vecchia costruzione e spesso la Cappuccetto Rosso passava di qui. Il mulino non funziona piu' da molti anni, pur se la grande ruota di legno continua a girare, colle acque del torrente Biava, che scorrono scorrono e che son GRATIS, ma la Nonna Gelsomina Pedretti in Scalia, dopo che il marito si fu impiccato -forse per disperazione- non aveva voluto abbandonare il luogo a lei caro, e vi trascinava la sua ambigua e amara solitudine, e questo non mi pareva che le dispiacesse. Una grande vecchia, secca e legnosa, incartapecorita, viziosa e abbastanza ninfomane in altri tempi, ma che aveva comunque conservato un qualche gusto perverso per certe cose. Non potendo piu' fare il fatto come si fa nel suo da farsi, lei lo delegava all'occhio, divenuta guardona era. Collo sguardo perverso e sensuale...

Passando dalla cosa all'idea della cosa, come la ruota del mulino che girava a vuoto, ma girava. Con questo bisogno infernale dentro, che persisteva...La vecchia foya persistente... Godendo con lo sguardo quel che non poteva apportare piacere alle sue carni secche, ancora smodatamente sensuali, viziose pur se sfinite e senza sevo. Ma questo pochi lo sanno, e quelli che sanno stanno zitti, per gentilezza ipocrita o buona educazione. O psicologica "complicità". Certo: come è umano, siccome ognuno cova in sé la sua parte maledetta. Anche la Nonna -che adesso è in prigione- era vittima dei suoi demoni, e ne gustava gli intimi, inconfessabili piaceri. Pur se li sapeva disastrosi e malsani, o proprio per questo. Ah, questi segreti senza nome e senza fama, covati nell'intimo, nelle pieghe oscure del nostro disastrato essere carnale... In questi vecchi rottami che noi siamo!

I giovani, almeno spero..., son fuori da queste sconcezze, più diretti e sani. E la Cappuccetto... ch'era pura e sciocca, come acqua di fonte sorgiva delle alte Alpi... Con la fanciullina parlai del tempo, ch'era ottimo e abbondante, del fatto che la sua mantellina con cappuccio rosso vivo aveva da essere lavata, poiché puzzava un poco, sulla questione che le sue mutandine le stringessero un poco sulla coscia, che doveva far rifare i tacchi alle sue scarpette, sulle disgrazie del fringuello Alessio da Cubernata von SckkhultttZ, che la mogliera aveva reso "co'nnuto", scappando con un canarino cinese, lasciandogli ben sette fringuellini da mantenere, con vermi e bacche di semi e semi d'ortaglia, ed altre scemenze. Voglio dire semenze seminabili.

La figliola portava alla Nonna un telefonino, in modo che, com'e' di moda, ella non fosse restata isolata in questo buco cimiteriale di Mulino, in modo che essa potesse conversare con le sue vecchissime, rimbambite amiche (se avessero per caso loro pure una nipotina che regala telefonini...), e poter chiamare i pompieri-vigili-del-fuoco, nel fatale caso in cui, le truppe tedesche in ritirata -come al solito- ponessero il fuoco al Mulino, impianto strategico insignificante ma pericolosissimo, pur se in disuso, perché restava sempre utile ai partigiani Inca, in caso di forza maggiore, se sbarcavano sulle coste Est della Patagonia, per liberare il Tibet occidentale

La Cappuccetto mi ha fatto, perfino, provare il telefonino. Non ci ho capito niente... Mi ha spiegato tutto ma non son riuscito ad utilizzarlo veramente. Anche perché non ho nessuno a cui telefonare...

E...E voi mi direste che forse IL LUPO l'ha mangiata? MANNO'. Conosco il tipo: è stato l'amante della NONNA... FETIDO, COME NOI TUTTI, ma non lo vedo mangiare la bimbetta... NO...NO... Col suo mal di fegato era divenuto vegetariano: solo cavoli e pomodori cotti nell'acqua bollente... NO... ed anche lui il DA BIANI lo ha messo in prigione?!?!

Ecco... Effettivamente, non ho altro da aggiungere."


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